L’ernia è una patologia molto frequente nell’essere umano determinata anche dalla propria stazione eretta. L’ernia è antica quanto l’uomo e la cura è stata praticata sin dai tempi antichi. “Ernia” è una parola di origine greca che significa “protrusione in fuori”.

Comunemente le ernie si verificano a livello della parete addominale, ma  possono anche verificarsi in altre sedi.  L’ernia in generale  deriva dallo sfibramento  della parete di questa regione  che può essere più debole e a causa di un aumento eccessivo della pressione endo-addominale (colpi di tosse violenti o dell’aumento della pressione addominale come accade quando si solleva un peso, o per un accumulo di grasso infiltrato tra gli strati muscolari, comune nella vita sedentaria) causando così, la formazione di un vero e proprio buco (porta erniaria) che con il tempo e a causa delle pressioni intra-addominali può diventare sempre più grande. I tessuti o gli organi intra-addominali possono fuoriuscire attraverso questa porta. Le ernie si verificano più spesso nella regione inguinale (ernie inguinali) o in corrispondenza delle cicatrici di un intervento chirurgico (ernie incisionali o laparoceli) o all’ombelico (ernie ombelicali).

Non tutte le ernie causano dolore. Molte persone, infatti,  possono avere ernie senza esserne a conoscenza. Nella maggior parte dei casi comunque, i pazienti affetti da un’ernia percepiscono un lieve dolore  avvertito spesso come senso di pesantezza. Generalmente questa lieve sintomatologia è accompagnata da una tumefazione visibile. Ad eccezione di alcune ernie pediatriche, tutte le ernie dovrebbero essere trattate chirurgicamente a meno ché il paziente non sia affetto da condizioni patologiche particolarmente gravi da non poter sopportare un seppur minimo stress chirurgico.

Il rischio a cui si va incontro trascurando un’ernia è che questa possa andare incontro ad ostruzione, cioè che un organo o un tessuto rimane intrappolato attraverso quel “buco” della parete addominale  o ancor peggio, impedendo il normale flusso sanguigno causano l’ischemia e consequenziale necrosi  del tessuto erniato- strozzamento. Questa complicanza ovviamente è molto grave ed è per questo motivo che le ernie dovrebbero essere trattate con una certa sollecitudine dal momento della loro diagnosi, prima che possano trasformarsi in un problema di maggiore entità.

Definizione e patologie

Le ernie, pur se patologia benigna, possono andare incontro a complicanze serie che richiedono interventi chirurgici urgenti.

L’urgenza chirurgica è data dalla seguenti complicanze:

  • Intasamento: ristagno nell’ansa erniata di materiale fecale che non progredendo si trasforma in fecaloma,dando poi sintomi di occlusione intestinale;
  • Incarceramento: la tumefazione erniaria non rientra nella cavità addominale per aderenze che si formano fra sacco e visceri;
  • Strozzamento: quando oltre all’ostacolo del transito fecale si associa un improvviso ostacolo della circolazione del sangue in quella tumefazione, con conseguente ischemia fino alla necrosi intestinale.

La terapia dell’ernia è sempre chirurgica e la plastica della parete addominale si avvale costantemente del posizionamento di una rete in materiale compatibile (polipropilene, ePTFE,…….) che, stimolando il tessuto circostante, forma una cicatrice in cui viene inglobata la rete, rinforzando la parete.

Ernia inguinale:

L’ernia inguinale rappresenta il 75% della patologia della parete addominale; l’intervento di ernioplastica è l’intervento chirurgico più eseguito dopo l’appendicectomia.

L’ernia inguinale interessa ogni fascia di età, dall’infanzia all’età geriatrica ed è più frequente negli uomini che nelle donne. L’ernia inguinale si sviluppa nel canale inguinale, che di per se presenta delle zone di debolezza.

 

 

 

 

 

 

 

Sintomatologia

L’ernia inguinale si presenta come una gonfiore in regione inguinale soprattutto in posizione eretta, aumenta di dimensioni con i colpi di tosse e scompare  da sdraiato, dando la sensazione di un qualcosa che entra nella “pancia”.

L’ernia normalmente dà dolore quando la tumefazione erniaria si sta facendo strada attraverso il canale inguinale, mentre una volta creatasi e per quanto evidente quasi mai produce forti dolori, ma può essere causa di fastidio o senso di peso, di bruciore, quando non subentrano le complicazioni già menzionate. La tumefazione erniaria può contenere grasso intestinale, o parte di intestino e questo può far capire la sua potenziale pericolosità. Con il tempo, l’ernia inguinale aumenta sempre più di volume diventando inguino-scrotale, cioè Il contenuto erniato raggiunge ed occupa lo scroto.

Diagnosi

La diagnosi è sempre clinica. Alcune volte però può essere utile l’ecografia della regione inguinale, nei casi in cui ci sia da parte dello specialista il sospetto di altre patologie che si possono manifestare con una tumefazione come ad esempio una patologia linfonodale o  un tumore. Per cui è importante sempre essere sottoposti a visita specialistica.

Terapia

L’unico trattamento che risolve il problema è l’intervento chirurgico. L’intervento chirurgico consiste nel ridurre il contenuto erniario e nel chiudere la porta ernaria della regione inguinale con l’ausilio di una rete.

Ernia crurale:

L’ernia crurale o femorale si forma appena al di sotto del legamento inguinale nella zona definita “regione crurale” e si manifesta molto spesso con un dolore localizzato, a volte pungente. E’ tipica delle donne per la particolare conformazione del bacino e per le gravidanze (il canale inguinale è chiuso nelle donne). Questo tipo di ernia non raggiunge mai  grandi dimensioni e anche quando si strozza potrebbero essere di dimensioni talmente piccole da sfuggire all’osservazione.

Diagnosi

La diagnosi è sempre clinica.  Alcune volte però può essere utile l’ecografia della regione o la TAC di parete, nei casi in cui ci sia da parte dello specialista il sospetto di altre patologie  come quella  linfonodale ectasia venosa . Per cui è importante sempre essere sottoposti a visita specialistica.

Terapia

La terapia è sempre chirurgica. Lo scopo è quello di ridurre o asportare il contenuto erniario e di chiudere il “buco” con una rete modellata a “tappo” o a “sigaretta”. Nel trattamento chirurgico di questo tipo di ernia l’utilizzo di materiale protesico è assolutamente necessario in quanto la percentuale di recidive che si può avere senza l’uso delle protesi è molto alto. Questo per le caratteristiche della porta erniaria.

 

Ernia ombelicale:

Per ernia ombelicale si intende la fuoriuscita di grasso pre-peritoneale o parte di visceri attraverso l’anello ombelicale. L’anello ombelicale nei neonati fisiologicamente rimane aperto e la sua chiusura cicatriziale avviene in generale entro il secondo anno di vita.

Nel bambino l’ernia ombelicale non necessita sempre di intervento chirurgico per l’alta tendenza alla regressione spontanea, nell’adulto invece, è sempre indicato l’intervento chirurgico in quanto non avviene mai la regressione spontanea e il rischio di strozzamento è molto elevato. Tra le ernie dell’adulto ed è più frequente nelle donne, favorita dalle gravidanze.

Sintomatologia

L’ernia ombelicale si evidenzia come tumefazione emisferica o fungoide, visibile e palpabile nella regione ombelicale e si accentua con i colpi di tosse e come generalmente succede per le altre ernie può non essere evidente da sdraiati. La tumefazione erniaria può raggiungere dimensioni notevoli.

Diagnosi

La diagnosi è sostanzialmente clinica. Può essere più difficile negli obesi o negli addomi molto voluminosi per cui potrebbe  diventare utile l’ecografia o la Tac della parete addominale.

Terapia

Il trattamento chirurgico sempre consigliato per l’alto rischio dello strozzamento consiste nella riduzione dell’ernia e nella chiusura della porta erniaria. L’intervento può essere eseguito per via laparoscopica o con una piccola incisione peri-ombelicale.

Ernie epigastriche o della linea alba:

L’ernia epigastrica è una piccola tumefazione erniaria che si manifesta nella regione anteriore dell’ addome. E’ quasi sempre acquisita. La porta erniaria è rappresentata da un  piccolo orifizio in tale regione attraversato dalle arteriole e nervi intercostali in corrispondenza dei quali il tessuto adiposo del sottocute è in diretta continuazione con quello pre-peritoneale.

Sintomatologia

La sintomatologia dipende dalle dimensioni della tumefazione e quindi dal contenuto. L’ernia epigastrica può essere asintomatica se piccola, ma se è di grandi dimensioni può procurare dolori tipo fitte che si irradiano al dorso.

Diagnosi

Anche per questo tipo di ernia la diagnosi è sostanzialmente clinica. Quando l’ernia non è riducibile va distinta dai lipomi, dalle cisti o dai fibromi della parete. Utile nei casi dubbi eseguire ecografia o TAC di parete.

Terapia

L’intervento è consigliato quando è presente una sintomatologia dolorosa e quando sono presenti le complicanze usuali di un’ernia. L’intervento consiste sempre nel ridurre i contenuto e di chiudere il difetto parietale. Nei piccoli difetti, che si presentano nella maggior parete delle volte, può essere indicata una semplice plastica, nei grandi difetti è indicato l’utilizzo delle protesi (rete).

 

Ernia addominale di Spigelio:

L’ernia addominale di Spigelio si forma lateralmente al muscolo retto, sia a destra che a sinistra. Solitamente si evidenzia al di sotto della linea ombelicale trasversa.

Sintomatologia e diagnosi

L’ernia può manifestarsi con un dolore localizzato lateralmente all’ombelico. Molte volte la tumefazione non è avvertita soprattutto nei soggetti obesi. In alcuni casi la tumefazione può raggiungere anche i 20 cm di diametro e potrebbe essere confusa, ma la consistenza, la riducibilità e la espandibilità con la tosse devono condurre lo specialista alla diagnosi. Comunque anche in questi casi è utile l’ecografia o la TAC di parete.

Terapia

Anche per l’ernia di Spigelio la terapia è chirurgica. Si deve sempre ridurre il contenuto erniario e successivamente riparare il difetto di parete. In questi casi un buon risultato è dato anche da tecniche che non richiedono l’uso di materiale protesico, in quanto vengono utilizzate le fasce muscolari ed il rischio di recidive è molto basso. Comunque nelle grandi ernie è sempre raccomandabile l’uso delle reti.

LAPAROCELI

Sono tumefazioni che sono presenti sulla parete addominale, al di sotto o lateralmente a cicatrici chirurgiche, relative a precedenti interventi.

Possono essere piccole o anche molto grandi e ciò dipende soprattutto dal cedimento parziale o totale degli strati sottostanti (fasciali) delle cicatrici chirurgiche. Possono contenere del grasso addominale  o diverse anse intestinali,  che hanno contratto aderenze con il sacco erniario e quindi il loro contenuto rientra solo parzialmente in addome.

La loro presenza in genere deforma molto il profilo addominale ed è vissuta dai pazienti  come una grossa menomazione. Può non essere sintomatica, ma a volte sono visibili attraverso la pelle i movimenti delle anse intestinali, se ne ascoltano chiaramente i rumori. A volte provocano dolori saltuari da movimento delle anse e possono, come le altre ernie, andare incontro alle medesime complicanze, spesso più frequenti.

Dott. Pietro Formosa

Medico chirurgo specialista in chirurgia generale

Dirigente medico

Consulente per interventi ad alta complessità

 

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